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Gian Antonio STELLA

La deriva di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

La deriva: perche' l'Italia rischia il naufragio
La deriva: perche' l'Italia rischia il naufragio autori Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
titolo La deriva
collana Saggi italiani
editore Rizzoli
luogo Milano
anno 2008
pagine 305
copertina rilegato
ISBN 9788817025621

quarta di copertina di La deriva

Dalle infrastrutture bloccate da lacci e lacciuoli di ogni genere all'attivita' legislativa farraginosa, dai ritardi nell'informatica che ci fanno arrancare dietro la Lettonia agli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dal declino delle Universita'-fai-da-te alle rivolte di mille corporazioni, dalle ottusita' sindacali ai primari nominati dai partiti: l'Italia è un Paese straordinario che, nonostante la sua storia, le sue eccellenze, i suoi talenti, appare ormai alla deriva. Un Paese che una classe politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi non riesce piu' a governare. E' la tesi di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo: quella Casta, denunciata nel libro che ha rappresentato il piu' importante fenomeno editoriale degli ultimi anni, non e' soltanto sempre piu' lontana dai cittadini ma e' il sintomo di un Paese che non sa piu' progettare e prendere decisioni forti. E il confronto con gli altri Paesi, senza una svolta netta, coraggiosa, urgente, si fa di giorno in giorno cosi' impietoso da togliere il fiato.

Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l’abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a un’organizzazione benefica senza fini di lucro. È mai possibile che una regalia al Popolo della Libertà o al Partito democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell’indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando?

fonte: Corriere della Sera 28/04/2008